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Ius soli, ecco chi sarebbero gli 800 mila nuovi italiani

Dallo studio della Fondazione Leone Moressa, istituto di ricerca nato nel 2002 che si occupa di migranti e, nello specifico, di economia dell’immigrazione. Lo ius soli è stato approvato in prima lettura dalla Camera nel 2015. Da allora ad oggi solamente liti e discussioni fra i partiti. In novembre si tenterà di far approvare la legge in Senato.

Ius soli, ecco chi sarebbero gli 800 mila nuovi italiani

Il lunghissimo processo di approvazione definitiva della legge sulla cittadinanza sembra non conoscere una fine. Approvato alla fine del 2015 dalla Camera, lo ius soli è in attesa di essere esaminato dal Senato. Il Partito Democratico non riesce a trovare l’adeguato sostegno. Alfano ed i suoi, infatti, si sono resi indisponibili a votare la legge. Se ne riparlerà a novembre: Gentiloni ha detto chiaramente che non vuole rischiare incidenti politici prima dell’approvazione della manovra di bilancio. Anche Papa Francesco si è inserito nel dibattito, affermando la necessità del “diritto a una nazionalità per tutti i bambini”. 

La Fondazione Leone Moressa, istituto di studi e ricerche specializzato nei temi dell’economia dell’immigrazione, ha delineato un identikit di quelli che sarebbero i nuovi cittadini italiani nel caso in cui fosse approvata la riforma dello “ius soli temperato” (un bambino nato in Italia diventa automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni; più dettagliato il caso in cui il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Ue). 

Secondo la Fondazione, i minori stranieri residenti in Italia che otterrebbero il beneficio della cittadinanza sarebbero 800mila, circa l’80% di quelli che vivono nel nostro paese. A questo numero si aggiungerebbero 58mila potenziali beneficiari ogni anno.

A diventare italiani a tutti gli effetti sarebbero principalmente cristiani, cattolici e ortodossi. Uno su tre è musulmano. Ad oggi tra i banchi di scuola, in Italia, si contano oltre 200 diverse nazionalità. Il Paese più rappresentato è la Romania (circa 158mila sono gli alunni romeni iscritti nelle scuole italiane), seguita da Albania, Marocco e Cina. Non è un caso che i primi tre Paesi della classifica coincidano con le tre comunità più numerose in Italia.

Degli 800mila ragazzi potrebbero diventare italiani, circa 635mila beneficerebbero dello Ius Soli, mentre il restante numero di potrebbe avvalere dello Ius Culturae, che passa attraverso il sistema scolastico italiano (potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico, elementari o medie).