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Gli statali guadagnano il 18% in più dei lavoratori privati

Il nuovo Osservatorio di Carlo Cottarelli, l’ex Mister spending review, mette in luce le diseguaglianze delle retribuzioni nel mondo del lavoro con vantaggi costanti dei dipendenti pubblici su quelli quelli delle aziende private – Le maggiori concessioni agli statali sono state fatte da governi di centrodestra

Faranno molto discutere i risultati dell’Osservatorio di Carlo Cottarelli, l’ex Mister spending review, sulle diseguaglianze retributive nel mondo del lavoro da cui emerge, contrariamente a quanto spesso si crede, che in media i lavoratori della pubblica amministrazione guadagnano molto di più dei lavoratori delle aziende private.

Nella ricostruzione storica delle retribuzioni eseguita dall’Osservatorio, che ha sede presso l’Università Cattolica di Milano, si rileva che la forbice tra lavoratori pubblici e lavoratori privati tra il 1980 e il 2016 è stata in media del 27% a favore dei primi con punte del 40% a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ma anche tra il 2000 e il 2007 quando erano al potere i governi di centrodestra.

Oggi la differenza tra stipendi pubblici e stipendi privati oscilla, secondo i calcoli di Cottarelli, attorno al 18% ma la forbice è destinata ad allargarsi per effetto dei nuovi contratti degli statali, che sono 3 milioni e 400 mila e che rappresentano una delle maggiori voci di spesa del bilancio pubblico.

Questo ripropone, soprattutto in un momento di crescita dell’economia italiana oltre le attese, la necessità di correggere gli squilibri e di adeguare i salari e gli stipendi dei dipendenti delle aziende private agganciandoli a incrementi di produttività da contrattare a livello aziendale. Una scelta che permetterebbe anche di spingere con moderazione sul pedale dell’inflazione, come raccomanda da tempo la stessa Bce.

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