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Francia, elezioni e obbligazioni: gli effetti sul mercato secondario

DAL WEEKLY REPORT DI EQUITA – La vittoria di Macron al primo turno, e quella probabile al secondo, determinerebbe una generalizzata riduzione del rischio sulle asset class legate all’euro, relativamente sia al settore governativo e sia a quello corporate – Venerdì scorso anche la notizia del taglio del rating italiano da parte di Fitch.

Francia, elezioni e obbligazioni: gli effetti sul mercato secondario

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia non ha riservato grandi sorprese, con il passaggio al secondo turno di Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il vantaggio registrato dal primo (23.8% vs 21.4%) consente di rafforzare l’attesa che al secondo turno il candidato del partito En marche! possa ottenere una larga maggioranza, ridimensionando quindi il rischio di affermazione del partito anti-euro della Le Pen. Ciò determinerebbe una generalizzata riduzione del rischio sulle asset class legate all’euro, relativamente sia al settore governativo e sia a quello corporate.

Fitch ha abbassato venerdi scorso il rating sovrano dell’Italia di un notch, da BBB+ a BBB con outlook stabile. A pesare sul giudizio dell’agenzia di rating un maggior rischio politico legato al nuovo governo Gentiloni considerato “debole e instabile”, la debolezza delle banche italiane ancora alle prese con il de-risking sul lato degli impieghi, e l’aumento del rapporto Debito/PIL al 132,6% (+11.2%) rispetto agli obiettivi previsti nel programma di stabilità 2013). Nell’immediato tale evento, soprattutto grazie all’attesa affermazione di Macron alle presidenziali francesi, avrà un impatto molto limitato.

I base rates hanno mostrato un generalizzato aumento nella settimana considerata, soprattutto della curva tedesca e della curva IRS, mentre la curva dei titoli governativi italiani è rimasta sostanzialmente invariata. In dettaglio: curva Bund +8bp 1yr/+15bp 10yrs; curva IRS -1bp 1yr/+15bp 10yrs; curva BTP -2bp 1yr/-2bp 10yrs. Sul mercato dei titoli financial italiani, i credit spread sul mercato cash sono rimasti fondamentalmente invariati, con la curva composite Z-spread degli emittenti IG in moderato flattening (+5bp 1yr/-5bp 10yrs).

La performance moderatamente negativa in termini di “cash price” sia nel segmento senior che in quello subordinato è fondamentalmente legata al rialzo dei tassi IRS. Il mercato dei CDS Single name ha visto invece un movimento divergente tra strumenti senior e subordinati. I primi hanno mostrato un consistente restringimento, mentre i CDS Sub hanno registrato un generalizzato aumento sulla parte a breve termine della curva (con la sola eccezione di Intesa). Alla luce del primo risultato elettorale in Francia è atteso nell’immediato un re-pricing del rischio di credito, con una riduzione dei credit spread in particolare per gli emittenti sub-IG.

Il mercato dei titoli corporate industriali italiani IG ha visto in particolare un’underperformance dei titoli di Atlantia a fronte dell’interesse della società per il Gruppo Abertis. Acquisizione prevista con elevato incremento del leverage di gruppo, atteso in aumento da 3.4x attuale a 5x atteso.