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Euro superstar, volano Btp e bond Usa, oro ai massimi

Mario Draghi non ferma la corsa dell’euro ma,facendo leva sulle tensioni valutarie, fa prevalere la linea morbida della Bce che solo a ottobre deciderà se alleggerire il Qe – Protesta il gotha dei banchieri tedeschi – Lo spread sotto quota 160 – Mediaset: il mercato tifa per l’accordo con Vivendi – Il caso Ferrari

Euro superstar, volano Btp e bond Usa, oro ai massimi

Mario Draghi non ha fermato la marcia dell’euro, sempre al di sopra sopra della barriera di 1,20 sul dollaro (1,2059). Ma, facendo leva sulle tensioni valutarie, il banchiere è riuscito a far prevalere ancora nel direttorio della Bce la linea morbida: il Qe proseguirà al ritmo attuale di 60 miliardi di euro di acquisti mensili fino a fine anno e, se necessario, anche oltre. I tassi di riferimento, intanto, rimarranno sui livelli di oggi “per un periodo prolungato”, ben oltre la chiusura del programma di acquisto di asset; il tapering, di cui si è cominciato a discutere ieri in maniera tecnica, sarà soft perché è ancora necessaria un’ulteriore, massiccia dose di stimoli monetari.

Questi segnali non sono stati sufficienti a fermare la marcia dell’euro, fenomeno che preoccupa ma che, per ora, è servito a prolungare un ciclo positivo a livello globale. Il dollaro più debole tiene in piedi l’America al suo nono anno di crescita ininterrotta e costringe il resto del mondo, Europa e Giappone in testa, ad adottare politiche di normalizzazione monetaria ancora più prudenti di quanto si era pensato. Ne traggono vantaggio i Paesi con la finanza più fragile, tipo l’Italia. Invece della temuta stretta, si registra un forte ritorno di interesse sui Btp che accompagna la ripresa economica.  Protesta invece con veemenza il gotha dei banchieri tedeschi. Per ora, però, il dollaro debole salva la politica di Draghi. 

Lo Yen Forte Frena Tokyo. Sale la Borsa brasiliana

Sui mercati finanziari si allenta la tensione per le mosse della Corea del Nord. Gli Stati Uniti si accingono ad affrontare la furia di Irma, l’uragano più violento degli ultimi anni. È presto per valutare i danni del violentissimo terremoto che ha colpito nella notte Città del Messico.

  • In Asia, Hong Kong guadagna lo 0,6%. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è in rialzo dello 0,2%. In agosto le esportazioni della Cina hanno registrato un lieve perdita di potenza, sono salite del 7%, dal +11,2% di luglio. Gli economisti si aspettavano +8,7%.
  • Tokyo è scesa dello 0,5%. La perdita settimanale è del 2%. Continua ad apprezzarsi lo yen, arrivato sui massimi dal novembre del 2016 su dollaro: cross a 108,4 da 109,2 del giorno prima. 
  • Il dollaro si è indebolito anche rispetto al real del Brasile, il cross è sceso a 3,10 da 3,11 del giorno prima. Ieri sera la banca centrale brasiliana ha tagliato di un punto percentuale i tassi di interesse all’8,25%. La Borsa di San Paulo ha chiuso in rialzo del 2,4%.
  • L’oro ha guadagnato l’1,1% a 1.349 dollari l’oncia, massimo delle ultime 52 settimane. Nel corso della notte il trend è proseguito, stamattina le quotazioni sono a 1.353 dollari.

Forte Calo per Disney, Amazon Apre l’asta tra le città

Sui mercati Usa la scena è stata dominata dalle obbligazioni: il rendimento del Treasury Bill a dieci anni è sceso di cinque punti base a 2,06%.

Poco mossi i listini azionari: il Dow Jones perde lo 0,1%, S&P 500 -0,02%. Lieve guadagno per il Nasdaq +0,07%.

Da segnalare il tonfo dei titoli media. Comcast lascia sul terreno il 6,2% dopo il calo degli abbonati. Disney arretra del 4,4%: la società ha avvertito che le stime del consensus degli analisti per il 2017 sono troppo alte.

Debole Apple (-0,4%) colpita dalle voci sulle difficoltà di produzione dell’iPhone 8, a pochi giorni dalla sua presentazione. In ascesa invece Microsoft ed il resto del comprato tech.

Non finisce di stupire Amazon. Jeff Bezos ha lanciato un concorso tra le città americane per scegliere chi ospiterà il secondo quartier generale del colosso dell’e-commerce, oltre a quello di Seattle. Sarà un investimento faraonico da 50 miliardi di dollari ove lavoreranno 50 mila persone creando un indotto di 100 mila posti. Le candidature dovranno essere presentate entro il 19 ottobre.

Prende velocità la gara per la successione di Janet Yellen alla guida della Fed. Secondo Bloomberg i candidati sono sei. Oltre alla riconferma della stessa Yellen (improbabile) e di Garry Cohn (in calo di consensi). La rosa di Trump comprende: l’ex governatore della Fed Kevin Warsh, l’economista della Columbia University Glenn Hubbard, il professore di Stanford John Taylor e l’ex consigliere economico del presidente George W. Bush, Lawrence Lindsey. In considerazione vi sarebbero inoltre l’ex ceo di Bancorp, Richard Davis, e l’ex amministratore delegato di Bb&t, John Allison.

Prosegue il rimbalzo del petrolio, il Brent è arrivato stamattina a 54,7 dollari il barile, ieri ha guadagnato lo 0,5% a 54,5 dollari il barile. Eni sale dello 0,5%,. Saipem  arretra dell’1%. 

Sale Francoforte. Milano e Madrid al palo

Chiusura contrastata per le Borse europee nel giorno della Bce, che ha lasciato invariato il costo del denaro rinviando ogni decisione sul previsto ‘tapering’.

L’andamento dei mercati azionari è stato condizionato dal forte incremento dell’euro balzato nel pomeriggio a 1,2069 sul dollaro.

Milano ha registrato la performance più debole del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che ha perso lo 0,42% a quota 21.723.

È rimasta al palo anche Madrid -0,11%, Parigi ha guadagnato o 0,26%.

Nell’eurozona Francoforte è stata la migliore (+0,67%), nonostante il deludente dato sulla produzione industriale che in Germania a luglio è rimasta invariata rispetto a giugno, quando aveva già subito un ridimensionamento dell’1,1%.

Fuori dall’area euro avanzano Londra +0,56% e Zurigo +0,51%

Dalle stime trimestrali della Bce è emersa una revisione al ribasso per le stime d’inflazione per il 2018 e il 2019 in un trend che tiene conto dell’apprezzamento dell’euro. Senza modifiche invece la previsione per l’inflazione dell’anno.

Sono state riviste al rialzo le stime di crescita (“solida e diffusa”) per il 2017 rispetto allo scorso giugno e invariate quelle per il 2018 e il 2019, riflettendo il robusto andamento dell’economia della zona euro: il pil del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo a +0,6% da +0,5%, a livello annuale a +2,3%..

Decennale sotto il 2%. Lo spread scende a 160 Pb

Il rendimento del decennale italiano si è portato ai minimi da fine giugno dopo che la Bce ha confermato la propria linea di politica ultra accomodante, ribadendo di essere pronta a potenziare in caso di necessità lo stimolo monetario.

Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso a 1,92% da 2,02% di ieri, portandosi a nuovi minimi da fine giugno, a 1,900%, mentre il differenziale fra i rendimenti dei titoli di riferimento italiano e tedesco si aggira attorno ai minimi dallo scorso 21 agosto.

Scende infatti ma con un movimento molto più contenuto, anche il rendimento del Bund a 0,30% da 0,34%. Lo spread si è contratto a a 160 punti base (-6 punti base).

Il future sui titoli di Stato,nella prima giornata del roll, è arrivato a guadagnare fino ad un massimo di 137,24, dopo che la Bce ha dichiarato sostanzialmente di essere pronta ad accelerare con le misure di stimolo all’economia.

Nel comunicato che accompagna la decisione sui tassi da parte della Bce, si fa infatti riferimento alla possibilità di potenziare il programma degli acquisti Qe in termini di importo e/o durata se necessario, ovvero in caso di peggioramento dello scenario o di mancata solidità della ripresa dell‘inflazione. Il programma degli acquisti proseguirà al ritmo attuale di 60 miliardi di euro il mese fino a fine anno o anche oltre, sempre ove questo si rivelasse necessario. In linea con le attese, al termine del consiglio di politica monetaria il tasso sui finanziamenti principali è rimasto confermato a zero, così come i tassi su depositi e prestiti marginali rispettivamente a -0,4% e 0,25%.

La forbice con la Spagna si riduce al 45 punti. Al via l’asta bot

Sul versante del primario, la Spagna ha collocato stamane 4,1 miliardi di euro di titoli nominali a medio-lungo con scadenza 2022, 2027, 2033 e 700 milioni del titolo indicizzato all’inflazione con scadenza 2027. La Francia ha assegnato 9 miliardi di euro in Oas 2027, 2036, 2041, 2060.

Lo spread tra i Btp decennali e i Bonos spagnoli scende a 45 punti base dopo l’intervento di Mario Draghi alla consueta conferenza stampa che segue la riunione della Bce. È il livello più basso dal marzo scorso. 

Il Ministero dell‘Economia metterà a disposizione degli investitori 6,5 miliardi di euro in Bot 12 mesi nell‘asta in agenda martedì 12 settembre, a fronte di un importo in scadenza di 6,75 miliardi.

Stasera verranno comunicati tipologie e quantitativi delle aste a medio-lungo termine di mercoledì 13 settembre.

Ferrari finisce fuori pista: -7%

A Piazza Affari è stata Ferrari a guidare i ribassi con un calo del 6,9% dopo il downgrade di Morgan Stanley a Underweight. La Rossa ha segnato un minimo intraday a 90,25 euro ed è stata la peggior blue chip di ieri.La caduta ha coinciso con una esplosione dei volumi. Sono passate di mano oltre 2,3 milioni di azioni. Per trovare un quantitativo più alto bisogna risalire al febbraio del 2016.

In un report diffuso ieri mattina l’analista Adam Jones dal titolo “È tempo di un pit stop” Jonas ha previsto una correzione del 15% rispetto ai prezzi attuali per la crescente competizione da parte di McLaren, Aston Martin e Lamborghini e il potenziale ingresso della casa di Maranello nel mercato dei suv che esporrebbe il marchio a segmenti di mercato e a clienti finora sconosciuti. Il target price è stato fissato a 100 dollari ( circa 84 euro) contro il record storico segnato mercoledì  a 99,20 euro. Il consenso Bloomberg resta però impostato all’ottimismo. Undici analisti su diciannove consigliano ancora di comprare il titolo con un target medio di 105 euro.

Sono scesi anche gli altri titoli della galassia Agnelli: Fca ha chiuso in ribasso dell’1,1% a  13,51 euro, dopo aver ritoccato in avvio di seduta il massimo storico con un prezzo a 13,94 euro. 

Cnh Industrial -0,6%, la holding Exor perde il 3,5%.

Mediaset: il mercato tifa per l’accordo con Vivendi

Grandi manovre sul fronte Mediaset (+1,41%).

Si avvicinano, secondo Reuters,  le posizioni fra Vivendi e gli uffici dell’Agcom sulle modalità con cui il gruppo francese ottempererà all’ordine dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che in primavera ha contestato al gruppo francese la doppia partecipazione in Telecom e nel gruppo del Biscione vietata dalla legge Gasparri. L’accordo potrebbe essere portato all’attenzione del consiglio dell’Agcom,il prossimo 13 settembre. La soluzione prevede il passaggio della quota eccedente il 9,99% di Mediaset ad un blind trust che deve rescindere i fili fra proprietà e gestione delle azioni Mediaset. Nel frattempo il gruppo francese avrebbe proposto a Mediaset l’ingresso nella jv costituita da Vivendi e Tim, tramite il conferimento di Premium.

Telecom Italia +0,6%.

Debole Leonardo (-1,2%) perde più dell’1% dopo le indiscrezioni sul  possibile rinvio della gara record per 350 addestratori da destinare alla Difesa degli Stati Uniti che potrebbe valere fino a 16 miliardi di dollari.

Stm miglior titolo rientra nel Cac 40

Positiva Stm +2,5%, miglior titolo del paniere principale. Il gruppo italo-francese torna a far parte del paniere principale della Borsa parigina, il Cac 40, in sostituzione di Nokia.

Bancari deboli in tutta Europa. Le vendite hanno cominciato a colpire tutto il comparto dopo che Draghi ha fatto capire che il QE potrebbe continuare in caso di necessità.

Frena banco Bpm, riparte il lusso

Guida i ribassi Banco Bpm con un calo del 2,6%. La banca sta lavorando alla cessione di due pacchetti di crediti in sofferenza: totale 3 miliardi di euro. Le due operazioni dovrebbero chiudersi entro la prima parte del 2018. La banca dovrebbe ricorrere alla garanzia statale sulle obbligazioni provenienti dalle cartolarizzazioni. Unicredit -2,2%, Ubi -2,5%. 

Nel resto del paniere principale:
Nel lusso, YNAP +1,7%, Ferragamo+1,1%, Luxottica +1,6%.

Buoni progressi per Enel (+0,8%) che, per il quattordicesimo anno consecutivo, è stata inclusa nel Dow Jones Sustainability World Index (Djsj World). Nell’indice è stata inclusa anche, la controllata spagnola Endesa. Sale Terna (anch’essa nel DJ Sustainability World Index) +0,6%

Torna la febbre del mattone. Tondo di Beghelli

Tra le medium/small caps

  • In fermento gli immobiliari. Risanamento +4,9%, Aedes +8,6%, Coima RES +1,3%. Secondo una ricerca di Scenari Immobiliari, i prezzi degli immobili a Milano sono visti in aumento del 5% nel 2017.
  • Chiara Finanziaria, veicolo di Francesco Gaetano Caltagirone, rende noto di aver prorogato di altri sei giorni, fino alle 17,30 di lunedì 18 settembre, il periodo di adesione all’offerta pubblica di acquisto su Caltagirone Editore.
  • Beghelli -6,59% è tra i titoli peggiori, dopo i risultati che evidenziano un calo dell’12% dell’utile operativo nel semestre.
  • Il migliore è stato Italia Indipendent +14,5%.