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Egitto, Sos dal Monastero: aiutateci a diventare green

Uno dei più antichi monasteri al mondo, quello di Sant’Antonio Abate in Egitto, ospita un centinaio di monaci che hanno lanciato un appello internazionale per trovare uno sponsor in grado di fornirgli energia rinnovabile efficiente. Il progetto Mats, elaborato da Enea, per il solare a condensazione sembra proprio fare al caso loro e potrebbe essere replicato in loco.

Monastero chiama sponsor. L’Sos è partito dal più antico monastero cristiano del mondo, nel deserto egiziano non lontano dal Mar rosso con un messaggio molto chiaro: aiutateci a trovare sponsor per difendere la nostra cittadella, e il deserto tutto intorno, dall’inquinamento e a diventare una bandiera green per il pianeta, simbolo realizzabile di un cambiamento ambientale accessibile a tutti.

Ad aver lanciato l’appello internazionale è stato l’antichissimo monastero dedicato a Sant’Antonio Abate, a 160 chilometri dal Cairo e a pochi passi dal Mar Rosso. Una struttura millenaria che ospita oggi 120 monaci copti e riceve circa 2 mila visitatori al giorno, offrendo anche assistenza spirituale e medica alle popolazioni della zona. I monaci nel 2012 hanno già installato un impianto fotovoltaico che copre però soltanto il 20% del loro fabbisogno di energia. Per arrivare al 100% e rispondere così al richiamo di Papa Francesco in materia di rispetto della terra e lotta all’inquinamento, i monaci di Sant’Antonio vorrebbero installare 1 Megawatt. Attualmente il monastero ricava l’80% dell’energia di cui ha bisogno bruciando circa 100 mila litri di gasolio al mese, con emissioni che inevitabilmente si disperdono nell’aria. Ma il salto energetico, dal fossile al solare, è troppo costoso per il monastero che ha così lanciato l’appello in cerca di sponsor internazionali.

L’idea dei frati copti – che abitano una struttura monumentale sorta nel luogo in cui Sant’Antonio visse da eremita nel IV secolo – è arrivata agli scienziati dell’Enea che da anni conducono progetti finalizzati alla diffusione di nuove tecnologie per lo sfruttamento dell’energia solare. Tali attività, coordinate in stretta collaborazione con aziende e istituzioni, rientrano in un quadro generale di sviluppo socio-economico sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e degli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici. Va da sé che proprio l’area del Medio Oriente e Nord Africa, così come l’Africa subsahariana, hanno un enorme potenziale sfruttabile in materia di energia solare. 

Non è un caso che proprio Enea, in collaborazione con le istituzioni e centri di ricerca egiziani, abbia realizzato vicino ad Alessandria un impianto pilota nell’ambito del progetto “MATS” che potrebbe adattarsi bene alle esigenze del monastero ed essere replicato in loco. Si tratta di un impianto solare a concentrazione, dotato di accumulo, in grado di distribuire sia elettricità che acqua dissalata a una comunità di circa 1,000 abitanti in un’area desertica, favorendone lo sviluppo sociale ed economico. Un impianto dimostrativo è stato realizzato , come si diceva, nei pressi di Alessandria d’Egitto (City for Science and Technology in Borg El-Arab) con caratteristiche uniche al mondo, tra cui l’utilizzo di fluidi termici non inquinanti e una gestione operativa estremamente flessibile. Si tratta ora di convogliare le risorse finanziarie necessarie a fare decollare il progetto Mats a beneficio del monastero.

Il Monastero è fra i più antichi al mondo, costruito verso il 356 sulla tomba di sant’Antonio abate. Oggi si presenta come  un villaggio indipendente con giardini, un mulino, un forno, cinque chiese e una piccola clinica per assistere le famiglie beduine che vivono nel deserto. Sono circa 250 i dipendenti che lavorano stabilmente al monastero e producono, oltre a prodotti alimentari, anche candele, incenso, vestiti, oggetti in legno e acciaio, cavi elettrici per sostenere l’attività del monastero. Un vero e proprio gioiello prezioso anchge per la sua libreria dove sono conservati centinaia di volumi e manoscritti, datati dal X al XX secolo.

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