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Congresso comunista cinese, che effetto avrà sugli investimenti in Borsa?

Oggi comincia il Congresso del Partito comunista cinese che avrà un impatto rilevante sul Paese, con l’occhio soprattutto alla stabilità, alla crescita, alle riforme alla riduzione dei rischi finanziari – Che succederà in Borsa? Risponde un’analista di Capital Markets and Investments Solution, Index and Quantitative Investments

Il XIX Congresso nazionale del Partito comunista cinese, uno degli eventi politici più importanti dell’anno, comincerà mercoledì 18 ottobre. Il rimpasto del Comitato permanente del Politburo sarà decisivo nel determinare la centralizzazione del potere del nuovo governo, oltre che le politiche economiche e sociali dei prossimi anni. Sul fronte economico, la continuità delle politiche illustrate nei paragrafi seguenti potrebbe avere un impatto significativo sulle borse.

Contenimento dei rischi finanziari

Le “due sessioni” (le quinte sessioni della XII Assemblea nazionale del popolo e la XII Conferenza politica consultiva del popolo cinese) tenute a marzo hanno stabilito il tono del prossimo congresso del Partito, enfatizzando la necessità di contenere i rischi finanziari e di mantenere la stabilità economica. In attesa del congresso, il governo sta lavorando per ridurre il debito, come evidenziato dal ridimensionamento della crescita dell’aggregato M2 (dato su liquidità secondaria). L’M2 si è attestato all’8,9% a/a nell’agosto del 2017, toccando un minimo storico dal 1996. Inoltre, prima del congresso, otto città hanno approvato delle misure restrittive riguardanti il settore immobiliare, imponendo il divieto di vendere un immobile nei primi due-tre anni dall’acquisto. Ciò dimostra la ferma intenzione del governo di sgonfiare la bolla del settore. Si ritiene che il nuovo governo continuerà a preservare l’economia dagli shock finanziari.

Riforme strutturali

Negli ultimi anni, il governo si è impegnato in un processo di riforme sul versante dell’offerta. L’eccesso di capacità è stato ridotto, provocando la ripresa del PPI e dei profitti delle aziende manifatturiere. Riguardo alla riforma delle imprese statali, 32 hanno concluso la ristrutturazione già dal 2013, secondo il Premier Li Keqiang. Di conseguenza, i costi operativi e di gestione sono diminuiti e l’efficienza è migliorata, portando a un incremento dei profitti del 40% dal 2012 al 2016 per le imprese a controllo statale ristrutturate. Il processo di riforma potrebbe essere accelerato in caso di consolidamento del potere politico dopo il rimpasto.

Outlook per gli investimenti

La stabilità è essenziale per lo sviluppo economico della Cina. Riteniamo che il nuovo governo si impegnerà per cercare di frenare i rischi e promuovere una crescita sostenibile, prestando grande attenzione a questi due aspetti. La riduzione della leva potrebbe mettere in difficoltà il settore finanziario nel breve periodo ma, nel lungo, condurrà a una crescita più solida. Ci aspettiamo che i settori della new economy come l’IT, i Consumi e la Salute, siano meno influenzati dalla transizione politica.

I titoli azionari cinesi sono saliti stabilmente ad agosto e hanno beneficiato della capacità di ripresa degli utili aziendali e della stabilità del contesto macro-economico prima del congresso. Lo S&P China 500 Index ha registrato una forte ripresa del 32,59% YTD (al 31 agosto 2017).

Lo S&P China 500 Index è sottoponderato sul settore finanziario (25%) rispetto al FTSE A50 (64%), al CSI300 (37%)e all’HSCEI (73%), al 31 agosto 2017. Altre ponderazioni sono attribuite ai settori della new economy, come l’IT (21%) e i beni al consumo ciclici (12%).

Avvantaggiandosi della diversificazione di esposizione ai mercati e settori, lo S&P China 500 ha dimostrato rendimenti corretti per il rischio superiori (Grafico 2). Durante il periodo dal 31 dicembre 2008 al 31 agosto 2017, lo S&P China 500 ha generato un rendimento annualizzato del 12,5% e uno Sharpe ratio dello 0,55: entrambe le percentuali sono le più alte tra i principali indici della Cina.

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