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Cinque Terre a numero chiuso, presto anche a Firenze e Venezia?

Dal 1°giugno si parte ufficialmente con il numero chiuso – Per accedere ai sentieri bisognerà acquistare una Card, disponibile anche online – In arrivo anche l’app Cinqueterre Hiking che segnalerà in tempo reale affollamenti e stop, consigliando percorsi alternativi – Venezia e Firenze stanno riflettendo su come regolamentare i flussi turistici che rendono difficile la gestione della città

Cinque Terre a numero chiuso, presto anche a Firenze e Venezia?

Il boom di visitatori che ogni anno arrivano al Parco delle Cinque Terre per godere delle bellezze del luogo ha convinto gli amministratori a varare l’ormai celeberrimo numero chiuso.

Già da tempo i controlli su numeri e flussi sono stati intensificati, ma dal 1°giugno si parte ufficialmente con il nuovo piano: “Abbiamo contato le persone, caratterizzato i sentieri, trovato gli elementi di fragilità. Regolamentare i flussi è necessario per non creare situazioni di pericolo per i turisti stessi, ma anche di ressa” Queste le parole con le quali Vittorio Alessandro presidente del Parco, ha spiegato la novità.

Ma l’esempio delle Cinque terre potrebbe essere presto seguito da altre località di pregio. Lo stesso ministro Dario Franceschini ha annunciato che “prima o poi saranno necessari dei regolatori di accesso”, citando come esempi Piazza San Marco e la Fontana di Trevi.

Venezia, ma anche Firenze, potrebbero dunque decidere di regolamentare gli accessi in certe zone. Non a caso, il capoluogo veneto 10 giorni fa ha approvato una delibera che prevede la sperimentazione di sistemi conta-persone “finalizzata a migliorare o limitare l’accesso alla città”, ma sul numero chiuso ci sono ancora un po’ di remore.

Per quanto riguarda le Cinque Terre invece, per accedere ai meravigliosi sentieri del Parco si dovrà acquistare una Card, che sarà in vendita anche online. A breve, arriverà anche un’app per smartphone, Cinqueterre Hiking, che segnalerà in tempo reale affollamenti e stop, consigliando percorsi alternativi. “Non è il numero chiuso che stiamo cercando — precisa il presidente del Parco —. Probabilmente deprimerà un certo tipo di turismo, ma non è una scelta di esclusione, semmai di elezione e di qualificazione. E il nostro territorio, piccolo e fragile, va tutelato con la collaborazione di tutti, dai sindaci agli operatori commerciali”.