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Borsa: per Ferrari “sosta ai box”. Corre l’immobiliare

I listini europei accelerano prima della riunione della Bce. Francoforte la migliore, a metà giornata – Milano invece è piatta – Il titolo di Maranello in pesante caduta dopo il downgrade di Morgan Stanley – Banche sottotono – Acquisti su Stm, Luxottica e Ynap – Petrolio tiene, dollaro debole e oro in rialzo

Borsa: per Ferrari “sosta ai box”. Corre l’immobiliare

Cauta Piazza Affari in attesa della conferenza stampa di Mario Draghi. Avanza invece imperterrita Francoforte, al terzo giorno del rally, in crescita di un punto percentuale. A Milano l’indice Ftse Mib arretra dello 0,20% circa, attorno a quota 21.700. Parigi segna +0,44%, Madrid +0,25%. Fuori dall’area euro, Londra +0,15%, Zurigo -0,04%.

A confermare la congiuntura positiva dell’Eurozona, la lettura del Pil del secondo trimestre, rivisto al rialzo a livello trimestrale a +0,6% da +0,5% e a livello annuale a +2,3%. Il dato è sui massimi dal primo trimestre del 2011. Sotto le attese invece il dato sulla produzione industriale tedesca di luglio.

L’euro è in rialzo nei confronti delle principali controparti (1,1960 sul dollaro) a poche ore dalla riunione di politica monetaria della Banca centrale europea. Solo 15 economisti sui 66 interpellati da Reuters si aspettano che Francoforte annunci oggi una riduzione del Qe, in netto calo rispetto a un mese fa, quando poco oltre la metà delle persone contattate si aspettava una mossa in tal senso.

Intanto, in linea con le attese, la Banca centrale svedese ha lasciato invariati i tassi di interesse a -0,50% e il programma di stimolo ribadendo di non aver intenzione di alzare i tassi fino alla metà del 2018. La Riksbank teme che un restringimento troppo rapido della propria politica monetaria possa provocare un apprezzamento della corona e un calo dell‘inflazione. A seguito della decisione, la corona svedese cede lo 0,25% sull‘euro a 9,5325.

Sempre alta l’attenzione ai beni rifugio: l’oro è scambiato a 1.337 dollari l’oncia. Sale ancora il petrolio in attesa di misurare l’impatto dell’uragano Irma che si sta avvicinando alle coste Usa ad una velocità di 300 km all’ora. Il Brent tratta a 54,60 dollari, massimo da fine maggio. Eni sale dello 0,3%, Saipem arretra dello 0,6%. 

Il caso del giorno riguarda il brusco stop di Ferrari (-4,5%), folgorata dal report di Adam Jonas di Morgan Stanley, uno dei Big dell’analisi sul mondo auto, il primo ad aver segnalato le potenzialità di Fca e valutata sulla base della “Sum of the parts”.

Stavolta, invece, è arrivata una sonora bocciatura delle valutazioni record della Rossa di Maranello. In un report diffuso stamattina dal titolo “È tempo di un pit stop”, Jonas abbassa la raccomandazione a Underweight dal precedente Overweight. Il target price è fissato a 100 dollari (circa 84 euro) prevedendo una correzione del 15% rispetto ai prezzi attuali. Due i rischi all’orizzonte: la crescente competizione da parte di McLaren, Aston Martin e Lamborghini e il potenziale ingresso della Rossa nel mercato dei suv, che esporrebbe il marchio a segmenti di mercato e a clienti finora sconosciuti. Fiat Chrysler +0,2%,  dopo aver toccato il nuovo massimo a 13,94 euro.

Avanza ancora Mediaset (+1,2%) nell’attesa di novità sul fronte di Vivendi. Telecom Italia +0,1%. Debolezza diffusa tra i bancari, con l‘indice italiano che cede lo 0,46% e quello europeo lo 0,55%. Unicredit -1%, Intesa invariata, Banco Bpm -0,7%. 

Tra gli industriali, Leonardo cede l’1,22%. Rischia di slittare l’aggiudicazione della gara record per 350 addestratori da destinare alla Difesa degli Stati Uniti, che potrebbe valere fino a 16 miliardi di dollari. Alla gara partecipa anche Leonardo tramite la controllata DRS.

Il titolo migliore del Ftse Mib è Luxottica (+2%).

Positiva Stm (+0,4%). In fermento il settore immobiliare: Risanamento +5%, Aedes +4%. Sale anche Coima Res (+0,5%). Secondo una ricerca di Scenari Immobiliari, i prezzi degli immobili a Milano sono visti in aumento del 5% nel 2017.