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Bankitalia, Visco spacca i partiti

La conferma o meno del Governatore Visco alla testa di Banca d’Italia divide i partiti – Dopo la levata di scudi del Pd di Renzi che ha sollecitato il ricambio (ma con il parere contrario di Napolitano e Veltroni), anche Berlusconi ha sostenuto che i controlli della banca centrale sono stati carenti – Lega contro Visco e contro Renzi – I grillini sparano sul Pd ma erano stati i primi a chiedere le dimissioni del Governatore.

Bankitalia, Visco spacca i partiti

Lo scontro sulla conferma del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, si allarga a tutto il campo politico. Dopo la mozione, voluta e votata improvvisamente dal Pd e che ha riscritto le regole della nomina, facendo in modo che la conferma di Visco non sia più così scontata (anzi), sono intervenuti sulla vicenda anche gli altri partiti. Il nodo Bankitalia non ha dunque diviso solo il Partito Democratico, che ha votato compatto ma tra qualche mugugno e il parere sfavorevole di Veltroni e Napolitano, ma anche altri schieramenti, indecisi tra il confermare l’ostilità più volte mostrata a Bankitalia ed entrare invece in piena bagarre elettorale, non perdendo occasione per scagliarsi contro Renzi.

A schierarsi dalla parte di Renzi è stato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Certamente la Banca d’Italia non ha svolto il controllo che ci si attendeva, non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato”. Berlusconi non ha però mancato di aggiungere anche una frecciata nei confronti del Pd, più che altro per le tempistiche della decisione: “Peraltro – ha aggiunto – in questo si può vedere quella voglia della sinistra di occupare tutte le posizioni di potere una volta lo facevano dopo le elezioni ora lo fanno prima”.

Ancora più confusa, e vicina al “tutto e contrario di tutto”, la posizione degli altri partiti di opposizione, a incominciare dalla Lega Nord di Salvini, più volte in passato critica nei confronti del sistema bancario: “Renzi contro Bankitalia? Dovrebbe solo stare zitto – ha detto Salvini -. Il Pd e i mancati controlli sono la causa del disastro delle banche italiane. Vadano tutti a casa, Visco e il governo”. “Certo che Bankitalia non ha vigilato – ha ancora dichiarato Salvini – e per la Lega deve essere messa sotto il controllo pubblico e dei cittadini. E’ chiaro che il Pd ha responsabilità evidenti nel catastrofe di alcune banche italiane e per il danno di a 300mila risparmiatori. La Lega chiede che il prossimo governatore non sia scelto in segreto da qualche partito ma selezionato tra le personalità più competenti e capaci in materia con criteri assolutamente trasparenti”.

Analoga la posizione di Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle: il partito pentastellato aveva peraltro, proprio nella seduta incriminata, presentato prima del Pd una mozione che chiedeva di fatto la testa di Visco. Ecco invece la nuova versione: “Sulle banche il Pd è il principale responsabile del disastro, perché Mps era un partito e non una banca. Loro hanno messo e lasciato lì il governatore di Bankitalia e il capo di Consob. Ora Renzi vuole rifarsi una verginità fingendo la battaglia su Visco ma sappiamo bene che lui e la Boschi sono tra i principali responsabili di questo disastro bancario“. Per quanto riguarda Mdp, anche il caso Visco è stato occasione di polemica. Bersani: “Non si butta in piazza la Banca d’Italia”.

Intanto il capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo e, a seguire, il direttore generale della Consob, Angelo Apponi verranno ascoltati il prossimo 2 novembre, alle 11, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, ha inoltre convocato, per il 31 ottobre, alle ore 13,00, i rappresentanti delle associazioni e dei comitati dei risparmiatori danneggiati dalla crisi di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza (Ezzelino III da Onara, Ex azionisti Veneto Banca – Coordinamento Don Torta; Casa del Consumatore, Confedercontribuenti Veneto, Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza).