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Bankitalia, Pd contro Visco: mozione a sorpresa alla Camera che l’approva

Vince la linea dura di Matteo Renzi – A 13 giorni dalla scadenza del suo mandato di Governatore, la conferma di Visco salta – La mozione contro Visco presentata dal Pd è stata approvata con 213 sì: “Serviva più prevenzione e più vigilanza sulle crisi bancarie” – Il Governatore disposto ad essere sentito dalla Commissione d’inchiesta – Monito di Mattarella: rispettare interesse del Paese e indipendenza dell’Istituto

Bankitalia, Pd contro Visco: mozione a sorpresa alla Camera che l’approva

Colpo di scena a Montecitorio. L’Aula della Camera ha approvato la mozione dem sui criteri di nomina del nuovo Governatore della Banca d’Italia con 213 sì, 97 no e 99 astenuti. E così, quando la riconferma di Ignazio Visco a Governatore della Banca d’Italia sembrava vicina, il Partito Democratico spariglia le carte e presenta una mozione contro il rinnovo del suo mandato in scadenza il prossimo 31 ottobre. La Camera ha sì bocciato le altre mozioni, tra cui quella del Movimento 5 Stelle, che chiedevano direttamente di non confermare Visco, ma la sostanza non cambia di molto. 

Il Pd decide dunque di adottare la linea dura sostenuta dal segretario Matteo Renzi che rimprovera a Visco il tardivo intervento sulle 4 banche del Centro Italia poste in risoluzione dal Governo nel novembre del 2015 (Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFe), ma anche la debole vigilanza posta dall’istituto centrale sulle banche venete.

Il documento presentato dal partito di centrosinistra chiede al governo l’impegno di “adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto”.

La richiesta è chiara e semplice: scegliere un’altra figura che guidi la Banca d’Italia nei prossimi anni.

All’interno del documento si rileva che “si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate – sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d’inchiesta all’uopo istituita – avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e  gestione delle crisi bancarie”.

Critiche pesanti che non possono passare inosservate anche perché, nei passaggi successivi del testo il Partito Democratico rincara la dose: “Le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull’intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Chiaro il riferimento ai numerosi scandali bancari degli ultimi anni: dalle 4 banche in risoluzione ad Mps, passando per la crisi profonda della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.

Dopo le certezze degli ultimi giorni, a tredici giorni dalla scadenza del suo mandato, la riconferma di Visco – che si è detto pronto ad essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche – sembra dunque saltata in extremis. Adesso la “palla” passa nelle mani del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che, pur essendo originariamente favorevoli alla conferma di Visco, non potranno ignorare il chiaro pronunciamento del Pd e della Camera. Il Quirinale però ha lanciato un monito carico di significati così sintetizzabile: rispettare l’interesse del Paese e l’indipendenza dell’Istituto.

Gentiloni e Mattarella potrebbero però suggerire una candidatura interna alla Banca d’Italia esattamente come si fece per la nomina di Visco ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi in modo da cambiare il Governatore e assicurare il rinnovamento ma senza fare di tutte le erbe un fascio e senza mortificare le professionalità innovative che ancora ci sono in Via Nazionale.

Occorre infine ricordare che il Governo ha espresso parere favorevole al testo della mozione Pd chiedendo però alcune modifiche nelle premesse. Le opposizioni invece chiedono di rimandare la nomina del nuovo governatore a dopo le elezioni.

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