India, Cina, gli Usa, la Russia, il Brasile e altri 21 Paesi hano deciso di contrattaccare a seguito delle misure imposte unilateralmente dall’Unione europea di applicazione di una carbon tax sui voli che atterrano in Europa. Le misure di rappresaglia includono la revisione o abrogazione di accordi sui servizi bilaterali e degli accordi sull’”Open sky” con i singoli Stati dell’Ue, la sospensione di tutte le negoziazioni sui diritti operativi delle compagnie europee, e l’imposizione di tasse addizionali sui voli provenienti dalle nazioni europee. Questa ritorsione si potrebbe ripercuotere sui viaggiatori a causa della diminuzione di voli e dell’aumento del costo del biglietto.
La misura, che aiuterebbe l’Unione europea ad intascare 1,5 miliardi di dollari (1,1 miliardi di euro) a partire dal 2013, non è quindi piaciuta ai 26 Paesi che accusano l’Europa di non rispettare la Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico e gli accordi internazionali nell’aviazione. Le misure sono state decise durante un incontro a Mosca, seguito a una deliberazione precedente in cui le 26 nazioni avevano avvertito l’Ue di possibili rappresaglie contro una decisione giudicata ingiusta.
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