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Scintille dal Mondo

Author photo 21/02/2012 07:29 di Mr. Stanley
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Petrolio, la Cina sceglie Dubai

Per evitare i rischi legati alle turbolenze in Africa e Medio Oriente, le grandi compagnie petrolifere cinesi hanno deciso di usare gli Emirati Arabi come testa di ponte verso le aree “calde” del pianeta.

Scottate dalle recenti turbolenze politiche in Africa e dal Medio Oriente, le grandi compagnie petrolifere cinesi hanno deciso di usare Dubai come testa di ponte verso le aree “calde” del pianeta. China National Petroleum Corp (Cnpc), il più grande produttore di petrolio della Repubblica popolare con una forte presenza in Paesi come Iraq e Sudan, per esempio, ha deciso di aprire un parco industriale di 200mila metri quadrati nella “free zone” della capitale degli Emirati Arabi Uniti.

Il parco sarà un hub logistico, con linee di produzione per equipaggiamento tecnico che forniranno il materiale necessario per l’attività estrattiva nel Medio Oriente e in Nord Africa. Il parco servirà anche come magazzino dove inviare l’equipaggiamento in caso di ritiri di emergenza da queste turbolente aree. Cnpc, che nel passato aveva investito pesantemente in Libia, si è recentemente vista costretta ad abbandonare l’attività di Tripoli, con gravi conseguenze economiche. 

Sinochem Group, il quarto più importante gruppo petrolifero cinese (che ha recentemente stabilito un target di 15 milioni di tonnellate metriche di petrolio da Medio Oriente, Nord Africa e America Latina entro il 2020),  ha anche deciso di aprire un centro logistico a Dubai.

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