La riforma degli ammortizzatori sociali non si potrà fare prima dell'autunno 2013 e dovrà poggiare su due pilastri fondamentali: la cassa integrazione guadagni e l'assicurazione per la disoccupazione involontaria. Il secondo punto rappresenta la vera novità: l'idea sarebbe di rimpiazzare tutte le indennità oggi possibili dopo la perdita del posto di lavoro (mobilità, disoccupazione ordinaria, speciale o con requisiti ridotti) con un'unica indennità di disoccupazione su base assicurativa da estendere a tutti i settori, compreso quello agricolo e quello dell'apprendistato. Sono queste le intenzioni del governo su uno degli aspetti più importanti della riforma in cantiere.
Le indiscrezioni arrivano direttamente dal ministero del Lavoro, dove oggi si è svolto un nuovo vertice fra la padrona di casa Elsa Fornero e i rappresentanti dei sindacati maggiori: Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Giovanni Centrella (Ugl). Al tavolo anche la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente di Rete Imprese, Marco Venturi. Per il governo in campo anche il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera. I prossimi due incontri sono fissati per il 23 febbraio e il primo marzo. Intanto stamattina il premier Mario Monti ha ribadito che l'Esecutivo andrà avanti comunque sulla riforma del lavoro: che si riesca o meno a trovare un'intesa con le parti sociali, sarà rispettata comunque la scadenza già fissata a fine marzo.
La riforma degli ammortizzatori sociali "la faremo con i soldi che abbiamo", ha detto Fornero nel corso della trattativa, lasciando intendere che le scarse risorse a disposizione dello Stato non consentiranno interventi drastici. In particolare, il nuovo sistema "sarà articolato su due pilastri a carattere universale - ha aggiunto il ministro -. Il primo è la tutela del posto di lavoro con la cassa integrazione guadagni, riportandola alla sua funzione originale ricomprendendo in questo settore il credito, le assicurazioni e il commercio sotto i 50 dipendenti. Il secondo è la tutela con il sistema assicurativo, per indennità per disoccupazione involontaria".
Il responsabile del Welfare ha ribadito che "per attutire gli effetti della crisi, l'attuale sistema degli ammortizzatori resterà fino all'autunno del 2013. Poi partirà la riforma con il riordino della cassa integrazione guadagni, assicurazione per disoccupazione involontaria, rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito e riordino incentivi". Un tema "sussidiario ai due pilastri principali è l'estensione a tutti i settori della regolamentazione di esodi incentivati e i contratti di solidarietà a carico delle imprese". Infine, sul fronte della cassa integrazione, Fornero ha sottolineato che l'obiettivo è di "riportarla alla sua funzione originaria, con l'eliminazione di alcune causali (cessazione dell'attività, fallimento)".
CAMUSSO: OTTIMISTA PENSARE GIA' AL 2013
"Dire che la riforma potrà partire nell'autunno del 2013 è forse troppo ottimistico perché non sappiamo quanto ancora dureranno gli effetti della crisi", ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, nel corso della discussione col ministro Fornero. Inoltre, "se vogliamo costruire un sistema di ammortizzatori sociali universali servono le risorse".
BONANNI: SERVONO RISORSE E TUTELE
"Quello che vogliamo capire - ha replicato invece Bonanni - è se il Governo vuole una riforma o una controriforma. Dobbiamo dire bene agli italiani che non perderanno le tutele. Non possiamo ridurre le risorse per gli ammortizzatori anche dopo l'emergenza. Il nodo è che non sempre la sosta porta all'occupabilità. Ecco perché è importante sapere quanti soldi abbiamo e che cosa vogliamo farne. Se non chiariamo questi due aspetti, le risorse disponibili e gli strumenti per trovare una nuova occupazione, tutto diventa più nebuloso".