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Author photo 17/02/2012 17:45 di Roberto Capezzuoli
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Sale il dividendo 2011 di Anglo American

Il gruppo minerario, di cui si parla come di una possibile preda per il nascente colosso Glencore-Xstrata, ha mantenuto i propri ambiziosi piani di sviluppo – Le soddisfazioni maggiori lo scorso anno sono venute dal minerale di ferro e dal carbone.

Non ci sarà un dividendo speciale per gli azionisti del gruppo minerario Anglo American, come qualcuno si aspettava. Ma il dividendo del 2011 salirà comunque del 14%, a 74 cents, più di quanto previsto dagli analisti di borsa. Merito dei profitti da primato ottenuti dalle divisioni del minerale di ferro e del carbone, che hanno fatto dimenticare gli alti costi sopportati nel settore del rame.

I profitti operativi lo scorso anno sono stati di 11,1 miliardi di dollari, ma la liquidità verrà utilizzata per dare solidità ai progetti di espansione, a quelli già avviati (l’acquisto dalla famiglia Oppenheimer del 40% della società diamantifera De Beers) e a quelli in corso di valutazione. La società ritiene che nel breve termine le incertezze economiche non si risolveranno, ma non intende abbandonare i piani che puntano in qualche anno a raddoppiare la produzione grazie a ben 85 progetti, per investimenti totali previsti a 98 miliardi di dollari.

Né la posizione debitoria, né alcuni punti critici (la vertenza con Codelco per la miniera Los Bronces, le agitazioni dei minatori sudafricani nei giacimenti di platino e la lievitazione dei costi per sviluppare il progetto brasiliano per il minerale di ferro di Minas Rio) hanno modificato l’atteggiamento del ceo Cynthia Carroll, che quest’anno investirà 7 miliardi di dollari e non ritiene corretto destinare risorse a dividendi straordinari quando, come oggi, la situazione dell’economia globale è incerta.

Le strategie di crescita sono anche la miglior arma contro takeover ostili, come quello di cui si parla con insistenza da quando la trading company Glencore ha lanciato l’offerta di fusione alla mineraria Xstrata: il nuovo gruppo avrebbe sicuramente interesse ad annettersi gli assets Anglo, che completerebbero (con rame, ferro, platino e diamanti) un portafoglio già ricco e diversificato.

Tornando al bilancio Anglo del 2011, le note più soddisfacenti sono venute dal ferro: la controllata Kumba ha visto i profitti operativi salire del 23%, a 4,5 miliardi di dollari. Il rame ha accusato invece un calo del 13% nei profitti operativi, scesi a 2,46 miliardi, ma rimane per il gruppo la seconda voce attiva.

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