Il Mozambico si sta rivelando uno scrigno ricco di combustibili e il gruppo Eni ne sta scoprendo risorse molto promettenti. Il ritrovamento annunciato questa mattina dalla società italiana riguarda un nuovo grande deposito off-shore di gas naturale, situato nelle vicinanze del giacimento Mamba South che era stato identificato l’anno scorso. Con la nuova scoperta, si legge nel documento Eni, le risorse complessive dell’area salgono da 637,5 a 850 miliardi di metri cubi, almeno tre volte più delle residue riserve di metano del Regno Unito. Il rinvenimento è a circa 45 km dalla costa di Capo Delgado e ha già attirato l’attenzione e le trivelle di Exxon e Statoil anche nelle acque della vicina Tanzania.
Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo Eni, già in dicembre aveva affermato che la scoperta colossale (“super giant”) era sufficiente a giustificare un impianto di liquefazione dal quale esportare il combustibile via mare verso i porti dell’Asia. Le trivellazioni proseguiranno, sostiene l’Eni, e secondo un analista della Nomura si può già stimare che dal sito si possano estrarre più di 4 milioni di metri cubi di gas al giorno, equivalenti a 23mila barili di greggio, un dato capace di dare smalto in borsa al titolo della società italiana (che oggi ha presentato un calo del 9,5% nei profitti dell’ultimo trimestre, causa le difficoltà produttive legate alla crisi libica della primavera scorsa).
In Mozambico l’Eni ha il 70% dell’area 4, in cui è stato scoperto il giacimento Mamba, mentre la portoghese Galp, la coreana Korea Gas e la mozambicana Empresa Nacional de Hidrocarbonetos hanno il 10% ciascuna. In zone vicine opera anche la Anadarko.