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Traffico, addio caselli: ecco come cambieranno gli esodi estivi

12 agosto 2017 - 06:35  di FIRSTonline
Se il telepass ha rappresentato un rivoluzione, riducendo le code ai caselli, il prossimo passo è quello di eliminare anche le barriere (e le relative corsie di rallentamento) tramite portali che calcolano i km percorsi e addebitano il relativo pedaggio - Fantascienza? No, sono già realtà in molti Paesi europei, come Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera.
Come tutti gli anni, a ridosso delle vacanze estive, vengono annunciati i bollettini del traffico. Gli spostamenti degli ultimi fine settimana sono stati intensi, in particolare quelli dello scorso weekend, del 5 agosto. Ma ora c'è Ferragosto e poi il grande contro esodo dei rientri, previsti soprattutto nelle ultime due domeniche di agosto e per il primo weekend di settembre, quello del 2-3. Ma sarà sempre così faticoso muoversi per le vacanze? Kapsch TrafficCom, società specializzata in soluzioni per la gestione del traffico, anticipa quali sono le tecnologie che ci renderanno le partenze meno stressanti. Al di là delle auto a guida autonoma, per cui secondo gli analisti dovremo aspettare il 2030, molte soluzioni sono già realtà o molto vicine all’essere applicate.

Addio a caselli, barriere e corsie di rallentamento

Se il telepass ha rappresentato un rivoluzione, riducendo le code ai caselli, i sistemi definiti multi-lane free-flow (MLFF) faranno di più evitando del tutto gli imbottigliamenti che si creano nelle giornate del grande esodo estivo. Al posto delle barriere (tanto costose quanto ingombranti) ci saranno portali, simili a quelli già usati per i tutor, che dotati di telecamere registrano il passaggio dei veicoli e grazie a trasmettitori comunicano con i dispositivi installati su auto e camion addebitando il relativo pedaggio. I guidatori sentiranno solo un semplice bip dell’unità di bordo del loro veicolo, ma non avranno bisogno di rallentare alle barriere e questo eliminerà rallentamenti e code che attualmente si verificano ai caselli. Questa soluzione permette anche di far intervenire gli agenti in caso di infrazione.

Sistemi a onde radio che comunicano con i portali per il pagamento dei pedaggi potranno inoltre aprire la strada ad ulteriori funzionalità. Come inviare informazioni utili sul traffico oppure segnalare incidenti ed ostacoli presenti lungo il tragitto. Addirittura potrebbero essere gli stessi veicoli in transito ad informare i portali (e quindi i centri di elaborazione dati) su eventuali situazioni di pericolo come forature e guasti che richiedono un intervento, oppure la presenza di ghiaccio sull’asfalto.

Se ci sono più strade, inoltre, questo sistema riconosce esattamente quella che abbiamo percorso, ripartendo subito il pedaggio ai diversi gestori autostradali. Questa soluzione consentirà anche di gestire proattivamente il traffico, scontando le tariffe per promuovere l’utilizzo delle strade in orari non di punta, per esempio nei giorni precedenti e successivi a weekend o di notte.

Questi portali, infine, sono poco ingombranti, per cui possono essere facilmente installati per cerare nuovi svincoli. Fantascienza? No, sono già realtà in molti Paesi europei, come Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera e nel resto del mondo sono usati negli Stati Uniti, in Cile ed Australia. In Europa sono già in linea con la Direttiva Europea, che vorrebbe il pedaggio calcolato sui km effettivamente percorsi (che porterà ad eliminare i sistemi per esempio basati sulla vignette). Il caso della Repubblica Ceca, inoltre, dove il sistema è stato ripagato dai ricavi dei pedaggi dopo soli 6 mesi dall’inizio dell’operatività, dimostra che la transizione verso questo tipo di sistema potrà avvenire facilmente.

Parola d’ordine: integrazione tra gestione del traffico urbano e interurbano

Lo stesso tipo di tecnologia usata nelle autostrade è già integrata e lo sarà sempre di più anche per la gestione della mobilità in città. Per esempio, portali più piccoli possono essere installati per misurare la velocità media anche in città, nonché gestire gli accessi alle zone a traffico limitato. Una curiosità: pochi sanno che l’Italia è stata la prima ad inventare le zone a traffico limitato, create per proteggere il patrimonio storico-culturale di nostri centri. E se le grandi città sono ormai dotate di soluzioni automatizzate per la gestione del traffico, vedremo queste tecnologie sempre più diffuse anche nei piccoli centri cittadini, soprattutto nei borghi e nelle città di mare del sud Italia che hanno bisogno di gestire i picchi di visite durante la stagione estiva.

La smart mobility è dietro l’angolo

Ma quanto dovremo aspettare per gestire la mobilità in vacanza - e durante tutto l’anno - in maniera più intelligente? “Anche se molte delle tecnologie sono già disponibili, la normativa in alcuni casi non è ancora aggiornata. Prendiamo l’esempio delle macchine a guida autonoma, sono già realtà, ma in molti paesi non potrebbero nemmeno uscire dal garage”, spiega Paolo Rondo-Brovetto, presidente di Kapsch TrafficCom Italia. “Abbiamo già le tecnologie per migliorare la qualità di vita e la sicurezza sulle strade. Istituzioni e aziende dovrebbero co-operare più strettamente per rendere tutto questo possibile”.

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