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F2i torna nelle tlc e compra Infracom con Marguerite

19 giugno 2017 - 16:37  di FIRSTonline
Dopo la cessione di Metroweb a Open Fiber, l’acquisizione di Infracom segna il ritorno di F2i al settore delle telecomunicazioni - La transazione, che vale 57,8 milioni di euro, segna anche il primo investimento di Marguerite in Italia
F2i Sgr ha raggiunto un accordo con Serenissima Partecipazioni, società controllata dal Gruppo Abertis, per l'acquisto del 94,12% del capitale di Infracom Italia al prezzo di di 57,8 milioni. F2i e Marguerite completeranno la transazione tramite un veicolo societario comune detenuto all'80% dal Secondo Fondo F2i e al 20% dal fondo Marguerite.

Dopo la cessione di Metroweb a Open Fiber, l’acquisizione di Infracom segna il ritorno di F2i al settore delle telecomunicazioni. La transazione segna anche il primo investimento di Marguerite in Italia e il suo secondo in ambito Ict, facendo seguito all’investimento nel progetto Rosace (nella regione Grand Est, Francia) nel 2016.

F2i e Marguerite ritengono che Infracom sia un'importante piattaforma su cui aggregare altri operatori attivi nel frammentato mercato dei servizi di telecomunicazione rivolto alla clientela business. L'obiettivo è dar vita a un player nazionale dotato di forti competenze manageriali, solidità finanziaria e di adeguati livelli di efficienza e qualità del servizio, operante nel mercato dei servizi cloud e ICT a valore aggiunto per il mercato della clientela business.

Infracom, che ha sede a Verona, ha chiuso l’esercizio 2016 con un fatturato di 103 milioni, un margine industriale (ebitda) di 22 milioni e una posizione finanziaria netta di circa 70 milioni. L’importante dotazione infrastrutturale di Infracom comprende un’estesa rete in fibra ottica posata lungo sedimi autostradali e extraurbani (per circa 9.000 km) e in aree urbane (35 città italiane) e tre data center collocati a Milano (nel Business Park di via Caldera), Assago e Verona.

Contestualmente all’operazione, F2i e Marguerite hanno negoziato con un gruppo di banche (Unicredit, IntesaSanpaolo, Ubi e Ing) una credit facility di 65 milioni volta a rifinanziare il debito in capo a Infracom. È inoltre prevista una ricapitalizzazione della società al fine di finanziarne la crescita.

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