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EDITORIA TRA CARTA E INTERNET - Andrea Angiolini: "Il Mulino scommette anche sul web"

28 maggio 2013 - 07:19  di Maria Teresa Scorzoni
INTERVISTA AD ANDREA ANGIOLINI, direttore editoriale de Il Mulino - "Entro il 2014 la maggior parte dei nostri testi sarà anche su Internet. Siamo stati tra i primi editori ad imboccare la strada della rivoluzione digitale. Il nostro core business è ancora il libro di carta, ma il digitale cresce. Il lettore sta cambiando ma decisiva resta sempre la qualità"

“Il nostro marchio è garanzia di qualità e questo, in tempi di crisi, è certamente importante. Il web è centrale ma è come l’elettricità: non possiamo fare a meno della luce, ma quello che conta è ciò che la luce ci consente di vedere”. Così Andrea Angiolini, direttore editoriale de Il Mulino di Bologna, una casa editrice con un fatturato annuo di 17 milioni di euro, ma anche un cenacolo di intellettuali, una fucina di pensiero che, da oltre mezzo secolo, arricchisce il dibattito nazionale. Angiolini ha 48 anni, è un “giovane” ed eclettico direttore: studi classici, formazione alla scuola di Giovanni Evangelisti ed Edmondo Berselli, esperto della casa editrice in tutte le sue sfaccettature. Anche grazie a lui Il Mulino, fra i primi editori in Italia, ha imboccato la strada della rivoluzione digitale. “Per il nostro sessantesimo compleanno, cioè nel 2014 - prevede - avremo online quanto pubblichiamo su carta, quasi tutto”.

FIRSTonline - Dottor Angiolini il salone del libro ha tracciato una quadro economico allarmante per l’editoria, soprattutto per quanto riguarda la saggistica, voi come fronteggiate questa situazione?

Angiolini - La prima risposta è la qualità, cioè i contenuti: la scelta dei libri e di chi li scrive. Titoli come "Morire di austerità" di Lorenzo Bini Smaghi o "Grandi Illusioni" di Giuliano Amato e Andrea Graziosi sono due esempi di eccellenza e fruibilità. Il libro "La repubblica del Presidente", di Vincenzo Lippolis e Giulio M. Salerno sul settennato di Giorgio Napolitano è stato un contributo tempestivo a un dibattito di attualità, con un buon riscontro tra i lettori. Ogni proposta però va calibrata sul pubblico cui è diretta, ci sono prodotti più specialistici di altri, ma ciascuno deve raggiungere il massimo di lettori potenziali. Naturalmente, cercando di tenere presente la sostenibilità economica complessiva: anche per questo dobbiamo fare scelte selettive; per esempio, talora a malincuore, stiamo contenendo le traduzioni, che sono molto onerose. La nostra casa editrice sforna quasi un titolo al giorno e intorno a ognuno sviluppa un grandissimo lavoro.

FIRSTonline - I dati diffusi a Torino raccontano di un lettore che sta cambiando, un lettore sempre più orientato al web. Non a caso il settore degli eBook è in crescita...

Angiolini - Sì il lettore è cambiato e sta ancora cambiando, e internet cresce costantemente di importanza. Ancora oggi, il principale core business di un editore però resta il libro su carta, perché vende molto di più, in valori assoluti non c'è paragone. E’ vero comunque che il digitale cresce, e noi cercheremo di editare in doppia versione la maggior parte dei nostri titoli. D’altra parte in questo campo siamo stati fra i primi a muoverci, fin dagli anni 2000. Per esempio, abbiamo online oltre 60 riviste con gli archivi risalenti al 1997 (www.rivisteweb.it); a queste sono abbonate molte istituzioni, banche, università. ministeri. Dopo aver portato online per primi i libri di ricerca (www.darwinbooks.it), ora stiamo valutando l’impatto della manualistica universitaria in rete, con prodotti che consentano di esercitarsi e studiare. Da alcuni mesi stiamo lavorando con altri editori a Pandora Campus (www.pandoracampus.it), una piattaforma sperimentale, per la quale abbiamo studiato i modelli internazionali ma ci siamo avvalsi anche della collaborazione e dei suggerimenti di molti ragazzi. Gli studenti d’altra parte sono molto pratici: scelgono il sistema che consente loro di apprendere più in fretta e non è detto che il web vinca la gara.  Il nostro mestiere comunque sta cambiando, un editore deve trasformarsi da produttore di libri e riviste a produttore di contenuti e servizi.

FIRSTonline - E’ un passaggio problematico?

Angiolini - Noi abbiamo lavorato sull’ingegnerizzazione dei processi fin dal 2006, grazie a questo abbiamo sviluppato una piattaforma che ci permette di passare in modo relativamente facile da un formato a un altro. Questo esempio per me è illuminante: alcuni anni fa l’editore Haschette volle mettere online  i suoi 5000 titoli. Apple gli chiese una modifica che costò solo un weekend di lavoro. Questo sarebbe stato praticamente impossibile o troppo oneroso, fatto manualmente. Anche noi oggi siamo in grado di rispondere ad esigenze come queste molto rapidamente,  per esempio riproducendo  tutti i nostri ebook in una mezz'ora. Per questo possiamo portare i nostri titoli in digitale (ebook, web, etc) a costi relativamente contenuti in tutti i formati richiesti dalle diverse piattaforme, come è noto, Amazon ha un formato diverso da tutti gli altri. Ribadisco però che stiamo parlando sempre di contenitori, per quanto importanti, ma quello che fa la differenza è il contenuto.

FIRSTonline - Siete preoccupati da un eventuale innalzamento dell’Iva?

Angiolini - Sicuramente sì. Un’Iva al 21% sul digitale è fuori da ogni logica. Siamo preoccupati anche dalla mancanza di politiche a sostegno alla cultura in Italia. Il calo di iscritti alle Università la dice lunga sull’atteggiamento dei giovani verso il titolo di studio: non ci credono più. La crisi economica pesa sulle famiglie e il calo demografico fa il resto. Questo per un editore come noi, che produce anche testi universitari, è ovviamente preoccupante. Ma non è una preoccupazione solo nostra, penso sia in gioco il futuro di tutti. Quale mondo stiamo costruendo?

FIRSTonline - La crisi morde il settore eppure il Salone del Libro ha fatto il tutto esaurito: come mai?

Angiolini - Come hanno detto altri osservatori oggi il libro ha bisogno di essere sostenuto da eventi. Torino è una bellissima occasione, dove i lettori pagano persino 10 euro di biglietto per andare ad acquistare dei libri. Di questi tempi il libro va scaldato, da solo non attira abbastanza, è necessario costruire delle occasioni di relazione e confronto. Da questo punto di vista, recentemente abbiamo aumentato le nostre iniziative di incontro tra lettori e autori. Del resto, il Mulino è sempre stato luogo di confronto, e la stessa organizzazione interna, con il Consiglio editoriale e i gruppi di lavoro disciplinari, ha sempre favorito il dialogo. Noi, da quasi sessant’anni, cerchiamo di tenere fede alla nostra missione: intervenire nel dibattito pubblico, contribuire alla formazione della classe dirigente e alla crescita sociale e culturale del paese. Ogni nostra proposta nasce da un confronto serrato di idee e ancora oggi, pur in un contesto così critico, questo metodo dà buoni frutti.


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