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Accelerare l’uscita di Uk da Ue per ridare fiducia ai mercati

L’unico modo per superare le incertezze dei mercati finanziari e ridare fiducia alle banche è quello di convincere la cancelliera Merkel ad accorciare i tempi di uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea

Accelerare l’uscita di Uk da Ue per ridare fiducia ai mercati

Le dichiarazioni del cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, tese a rassicurare i mercati finanziari sono in palese contraddizione con l’altra dichiarazione dello stesso: ovvero che il Regno Unito (o ciò che rimarrà) uscirà dalla UE quando sarà pronto a farlo, in continuità con il comportamento del primo ministro Cameron che rinvia al suo successore (quando?) l’avvio delle procedure previste dall’art.50 del trattato di Lisbona. È un comportamento tipico non della tradizionale flemma inglese ma dei governi della fine della prima repubblica italiana sempre stigmatizzati dalla stampa british. Ciò non sorprende, come da sempre la politica estera inglese si caratterizza per non avere alleati o amici ma sempre e soltanto interessi british. È del tutto evidente, che l’azzardo referendario dello sgangherato governo conservatore inglese, assistito nei fatti dall’altrettanto sgangherato partito laburista, mirava, se avesse vinto “remain”, ad ottenere sempre maggiori concessioni e fondi dall’UE. Non a caso i milioni di firme per ottenere una legge che consenta la ripetizione del referendum vengono dai londinesi che, non certo per “amore” per la UE, temono di perdere i vantaggi del-lo status quo concessi dalla UE.

Per rassicurare i mercati finanziari l’unica via è quella di convincere la Merkel circa la impellente necessità di eliminare l’incertezza sui tempi dell’uscita dell’UK dalla UE. Più i tempi sono incerti e prolungati a vantaggio degli inglesi, più i mercati europei continueranno a fibrillare e l’attacco alle banche italiana sarà sempre più violento essendo il lato debole del sistema Italia.

In questo contesto di prolungata incertezza sui comportamenti british si profila sempre più probabile l’intervento per la cosiddetta rete di sicurezza per le banche italiane, nei confronti delle quali la fiducia dei risparmiatori è ai minimi storici. Sfiducia da tenere presente per il rinnovo a scadenza dello stock di obbligazioni bancarie (subordinate o no che siano) che hanno riempito il portafoglio dei risparmiatori. Non dimenticare il dibattito sugli “scenari probabilistici” e sulla dose di sfiducia aggiuntiva data ai comportamenti dei risparmiatori potrebbe essere la via per facilitare le banche italiane nella difficile impresa del rinnovo dei loro prestiti obbligazionari.

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